Cucina del mondo

Ricette gustose di Kika Frizzantina (Sandra Bubù)

Amo cucinare, fotografare le mie pietanze, commentare le mie esperienze in giro per il mondo.
Da un prodotto povero e genuino trasformo in una pietanza chic.

Troverete le mie ricette, ricette di chef famosi e colleghi e di amiche appassionate per la culinaria

Parlo di sensi in tudo e non solo di gusto...
La risposta é semplice: un piatto non si conosce solo attraverso i sapori ma attraverso il perfetto connubio tra aspetto, odore, gusto e… suono!

https://www.facebook.com/kikafrizzantina


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lunedì 18 settembre 2017

Amok Specialità Cambogiana

AMOK SPECIALITA' CAMBIGIANA
l piatto più famoso della cucina khmer è forse l’amok, un filetto di pesce fresco ricoperto di kroeung ed arrostito con noccioline, latte di cocco ed uova. In alcuni casi viene cotto avvolto in foglie banana, in altri invece viene bollito e servito come una zuppa di pesce. Sebbene sia diffuso in tutta le regione, l’amok cambogiano si distingue per il suo non essere troppo piccante, ricercando invece un sapore più fragrante e aromatizzato.

Ogni volta che parto per un viaggio mi piace fantasticare su cosa mi capiterà di assaggiare, su quali saranno i piatti che ricorderò e quali quelli che non vorrò magiare mai più (di solito non ce ne sono 🙂 ). Premetto che io sono una persona che prima di dire che una cosa non mi piace la assaggio, e generalmente, a parte casi eccezionali, mi piace tutto.

mercoledì 6 settembre 2017

Il senso del gusto

La mappa dei sapori, l'umami e i sushi bar

Il gusto viene percepito quando introduciamo del cibo in bocca, ma non tutta la bocca è deputata in modo indifferenziato alla percezione dei sapori. Esiste una mappa dei sapori, nel senso che esistono delle aree della lingua dove un certo tipo di gusto viene percepito prima, dove la soglia di sensibilità per quello specifico gusto è più bassa. In particolare: sul fondo abbiamo i recettori del gusto amaro, nelle aree antero-laterali quelli del salato, in quelle postero-laterali i recettori del gusto acido e sulla punta i recettori del gusto dolce. Ma la percezione del gusto avviene anche attraverso recettori situati sull'epiglottide e il palato molle. E il gusto umami? L'umami è stato identificato nei primi del '900: ci si rese conto che il tipico brodo di alghe e pesce giapponese aveva un gusto proprio che non poteva essere classificato all'interno di uno dei quattro gusti già noti. Kikunae Ikeda lo individuò: era il glutammato, un aminoacido presente nelle proteine sia animali che vegetali e fornisce al cibo il tipico gusto sapido, che non è salato ma dà sapore. Da noi l'umami, è diventato un gusto noto e riconoscibile da poco, ovvero da quando abbiamo scoperto i sushi bar non solo come luoghi cool, trendy, chic, ma come un vero inno al gusto e ai suoi sapori.

sabato 2 settembre 2017

Ikea adesso non fa montare solo mobili per spaccare i piedi, ma pure i cibi.










Ikea adesso non fa montare solo mobili per spaccare i piedi, ma pure i cibi. Ohh signurrrr! Non è male come idea, ma , ma, ma..
I poster Ikea che si possono cucinare
L'azienda svedese ha realizzato in Canada una serie di fogli di carta che permettono di preparare piatti fantasiosi con estrema facilità.

Come sarebbe cucinare seguendo ricette scritte in stile Ikea? In Canada, l’agenzia Leo Burnett ha ideato The Ikea Easy Recipe Series, una nuova campagna per l’azienda di mobili svedese.

Questi poster si ispirano allo stile delle istruzioni di montaggio utilizzate per costruire una libreria o un comodino. Non contengono inchiostro tossico e su di essi è stampata una specifica ricetta. Basta posizionare gli ingredienti, anche questi Ikea, sui punti indicati dal poster e arrotolare la carta, che poi andrà messa in forno.

Dai ravioli al pesce, le dosi, le salse e i condimenti sono indicati con estrema precisione. Visto il risultato, chissà che l’iniziativa non venga allargata agli store nel resto del mondo.


lunedì 7 agosto 2017

Paella Valenciana

Paella : ingredienti per 4 persone

  • 400 g di riso Bomba
  • 1,5 l di brodo di pesce
  • 1 Seppia piccola
  • 5 Calamari piccoli
  • 300 g di gamberi
  • 6 Scampi
  • 500 g di cozze
  • 500 g di vongole
  • 1 peperone rosso
  • 100 g di piselli
  • 1 bustina di zafferano
  • 2 spicchi d’aglio
  • 2 ciuffi di prezzemolo
  • 100 g di olio evo
  • Sale q.b.
  • Fettine di limone per decorarla
  • Per il brodo di pesce
  • 700 g di teste, lische e pesce poco pregiato
  • 1 cipolla
  • 2 gambi di prezzemolo
  • 1 carota
  • Sale un pizzico
  • 3 grani di pepe
  • 1 bicchiere di vino bianco asciutto
Taglia a fettine la cipolla e la carota. Sminuzza i gambi di prezzemolo e metti a bollire per circa 30 minuti tutti gli ingredienti insieme a un litro e mezzo di acqua. Filtra e metti da parte il brodo così ottenuto.
Procedimento per la paella
Come prima cosa pulisci il pesce, taglia ad anelli i calamari, a striscioline le seppie e tienili da parte. Cuoci in una padella con dell’olio i gamberi e gli scampi e tieni in caldo. Lava e taglia a striscioline sottili il peperone rosso e mettilo da parte.
Cuoci le cozze e le vongole con aglio, prezzemolo, un poco di sale e l’olio fino a quando non saranno tutte aperte. Unisci il fondo di cottura al brodo di pesce. Sguscia i frutti di mare, mantenendone qualcuno con il guscio per la decorazione, e metti da parte il tutto.

A questo punto, nella grande padella metti a soffriggere con i 100 ml di olio le seppie e i calamari, quindi aggiungi il brodo di pesce. Quando il brodo inizia a bollire versa il riso e amalgama bene per i primi cinque minuti. Passato questo tempo è bene non toccare più il riso ma soltanto saltarlo, aiutandoti con i manici della apposita padella. In questo modo si eviterà di indurlo a liberare troppo amido. Fai cuocere a fiamma alta per i primi cinque minuti, poi abbassa il fuoco e aggiungi i piselli, i peperoni, le cozze le vongole senza il guscio, distribuendo uniformemente tutti gli ingredienti sulla superficie della paella; non girare mai con il cucchiaio In questo modo si formerà la famosa crosticina (la socarrat) così apprezzata dagli intenditori di paella.

Fai cuocere per altri dieci minuti rialzando la fiamma. A questo punto toglila dal fuoco, coprila con della carta da forno bagnata e strizzata o con un canovaccio umido e lasciala riposare per circa cinque minuti. Questa operazione le consentirà di perdere un poco di umidità senza asciugare troppo e di ultimare la cottura di eventuali chicchi di riso rimasti un poco al dente. Se osserverai queste piccole regole, la tua paella sarà cotta al punto giusto e soprattutto, cosa importantissima per questo piatto, ogni chicco risulterà separato dall’altro; se una paella risulta “empastrat”, termine valenziano per definire il riso colloso, la paella non è venuta bene. Prima di portare in tavola, aggiungi i frutti di mare con il guscio e completa la decorazione con spicchi di limone.

domenica 16 luglio 2017

Dove mangiare a Iseo-BS

tINCA AL FORNO
http://www.storienogastronomiche.it/lago-iseo-e-monte-isola-dove-mangiare-tipico-e-cosa-provare/

Vino affinamento subacqueo Monte Isola Brescia

Peschiera Maraglio di Monte Isola (Brescia), dopo quasi un anno di affinamento subacqueo, sono riemerse dal fondale del lago d’Iseo 1550 bottiglie e 30 magnum di spumante Metodo Classico 2010 dell’Agricola Vallecamonica. Ha ideato il singolare esperimento il titolare Alex Belingheri, proprietario dell’azienda di Artogne (Brescia)

venerdì 23 giugno 2017

Rebecca Burger

E' morta Rebecca Burger, foodblogger.
A causare la morte stato un sifone da preparare panna, ecc..
Bisogna fare attenzione nella marca e come usare, a me capòitata una volta..per fortuna non mi sono fatta male
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venerdì 16 giugno 2017

Quali sono le proprietà della barbabietola

Probabilmente avrete mangiato la barbabietola sempre cotta, in insalata. In realtà, per sfruttare tutte le sue salutari proprietà, la si può mangiare anche cruda, sotto forma di succo.
In questo articolo scopriamo tutti i benefici di questo succo per la salute. Ne resterete sorpresi.

Se la mangiamo cotta, come solitamente si trova in commercio, finiamo per perdere molte delle sue proprietà nutritive. Consumata cruda, come frullato o centrifugato, invece, possiamo fare un pieno di:
  • Vitamine A, B, C
  • Acido folico
  • Antiossidanti come i flavonoidi e i carotenoidi
  • Aminoacidi
  • Sali minerali, tra cui calcio, magnesio, ferro, potassio, fosforo e sodio.
  • Fibre solubili e insolubili
  • Acqua
  • Carboidrati
Guardate quante proprietà salutari possiede il succo o il frullato di quest’ortaggio.

 La barbabietola è un ottimo antinfiammatorio con effetto positivo sulle persone che hanno sofferto di problemi cardiaci o ne sono predisposti.


Contrasta i radicali liberi

La barbabietola contiene antiossidanti come le betalaine e i polifenoli, sostanze che neutralizzano l’effetto dei radicali liberi. Se questi ultimi si accumulano in modo eccessivo nel corpo, possono causare l’invecchiamento prematuro delle cellule e favorire la comparsa di malattie gravi come il cancro.


Contrasta il cancro

Come già anticipato, il succo di barbabietola contrasta anche lo sviluppo delle cellule maligne che possono dare origine al cancro; quindi è un ottimo integratore anche per chi sta combattendo questa malattia.
Diversi studi indicano che aiuta a prevenire la comparsa del cancro, specialmente quello del pancreas, del seno e della prostata.

Aumenta la resistenza fisica

Molti sportivi consumano questo succo prima delle competizioni perché aumenta la capacità polmonare. Le ricerche indicano che migliora del 16% il rendimento di chi fa sport, si allena o gareggia.

Regola la pressione arteriosa

Due bicchieri di succo di barbabietola al giorno sono ideali per chi soffre di ipertensione. La sostanza responsabile di questo effetto regolatore sulla pressione è il nitrato.

Migliora la digestione

Aiuta a digerire alcuni alimenti “pesanti” e agevola l’attività dello stomaco. Inoltre, stimola l’appetito nelle persone in convalescenza.

Migliora la funzionalità della tiroide

La comparsa del gozzo è collegata ad un basso livello di iodio (cosa comune nei paesi sviluppati). Il problema può diminuire o addirittura scomparire mangiando alimenti che forniscono questo minerale, come nel caso della barbabietola. Lo iodio è presente anche nelle bietole e nell’aglio.

Rallenta l’invecchiamento

Non solo delle cellule, ma anche della pelle e degli organi in generale. Il succo di barbabietola mantiene in salute il cervello. Permette di guarire più velocemente dalle ferite e previene le rughe.

Previene l’infiammazione

Quest’ortaggio contiene la betaina, una sostanza nutritiva che aiuta le cellule a reagire allo stress e a qualsiasi processo infiammatorio. Protegge gli organi dalle malattie e velocizza il recupero postoperatorio.

Aiuta a curare l’anemia

Questo effetto è dovuto al suo contenuto di acido folico e ferro.

Previene la ritenzione idrica

Il succo di barbabietola è consigliato alle persone che soffrono di edema o di ritenzione idrica alle gambe. Questo si deve alla quantità alta di potassio e bassa di sodio che contiene. La sua azione diuretica è inoltre indicata per le persone che soffrono di:
  • Gotta
  • Iperuricemia
  • Oliguria
Aumenta la produzione di urina e stimola l’eliminazione dei liquidi e di sostanza dannose come, ad esempio, l’urea o l’acido urico.

È depurativa

Il succo di barbabietola ha grandi proprietà depurative e stimola le funzioni renali, intestinali ed epatiche. Agevola l’eliminazione di tossine, feci, urina e tutti i tipi di scorie.

Aiuta a dimagrire

Questo ortaggio contiene poche calorie e sazia. Può essere consumata in insalata, tagliata a pezzetti: le sue fibre aiutano a prevenire la stitichezza e il sovrappeso.

Fa bene alle donne in gravidanza e ai bimbi

Questo per via del suo elevato contenuto di acido folico. La barbabietola aiuta il feto a svilupparsi bene nelle prime settimane di gestazione.
Le mamme dovrebbero continuare a mangiare le barbabietole anche dopo il parto, così come i piccoli. Via via che il bimbo cresce, questo ortaggio lo aiuta a prevenire le malattie, le carenze nutritive e aiuta a farlo crescere sano.

lunedì 12 giugno 2017

Impasto base per salgadinhos

Ricetta brasiliana, ideale per le feste- Coxinhas de galinha e risolis..quelli scuri è un'altro impasto(farro-kibe)

Massa di base per risolis, bacchette e crocchette

 100 gr Pana da cucina
1 litro di brodo di pollo
3 tuorli d'uovo
150 g di burro non salato
1 pacchetto di zuppa di cipolle knnor
Latte di cocco 1/2
1 pizzico di noce moscata
un cucchiaio dessert di sale
Battere tutto in un frullatore e mettere in padella, portare lentamente a ebollizione.


Aggiungere alla fine ebolizione
 :
800 gr di farina
prezzemolo trittato


Lavorare l' impasto ancora caldo e a gusto scegliere il riepieno di pollo, gamberi, formaggio, ecc..mai mettere pomodori nel ripieno

Passare le coscette o risolis prima di friggere in aqua con farina di grano e poi il pangrattato e friggere.

sabato 10 giugno 2017

Gamberi al Thai

Una bella zuppona thai leggermente piccante e che riempie la cucina di profumi meravigliosi come la fresca lemongrass, il pungente curry rosso e il dolce lette di cocco! Un' esplosione di profumi! La preparazione è veramente semplicissima.


Ingredienti

Per 4 persone

400 g latte di cocco in scatola

3 cucchiai di salsa di soia

150 gr barbe di frate (facoltativa, l'ho aggiunta io)

2 steli di lemongrass

5 cm di zenzero fresco

24 gamberi

300 ml brodo vegetale

200 gr spaghetti di riso

1 peperone rosso

225 gr di bambù in scatola a fettine

1 cucchiaio di pasta di curry rosso

2 cucchiai di fish sauce

1cucchiaio di zucchero di canna

Preparo:

Pulite i gamberi dal carapace e scottateli in padella con un filo d'olio.
Pulite il peperone rimuovendo i semi e tagliatelo a striscioline, tritate il cipollotto, pelate lo zenzero e tritatelo con la parte bianca della lemongrass. Scolate le fettine di bambù e tenete da parte.
Versate il latte di cocco e il brodo in una casseruola e portate lentamente a bollore. Unite la pasta di curry rosso (iniziate con metà cucchiaio, fate sempre tempo ad aggiungere il resto ma almeno non rischiate di rovinare la zuppa perchè immangiabilmente piccante!), la fish sauce, la salsa di soia, zucchero, zenzero, lemongrass, cipollotto e bambù. Dopo 4 minuti unite barba di frate, basilico e spaghetti, fate cuocere secondo cottura (di solito 4-5 minuti).
Unite per ultimi i gamberi affinchè prendano calore per un paio di minuti.
Servite la zuppa calda in ciotole riscaldate e assaporatela immediatamente, più la lasciate riposare più gli spaghetti tenderanno a gonfiarsi. Spolverate con erba cipollina o con la parte verde dei cipollotti affettata sottile.

nb: ho usata il cocco fresco come piatto, voi usate la fantasia!

Zuppa di patate dolci al curry

Ingredienti (per 4 persone):
  • 1 cipolla grande
  • 2 ciuffi di zenzero
  • 1 cucchiaio di curry rosso
  • 1 gambo di citronella
  • 2 spicchi d’aglio
  • 2 patate dolci
  • 3 tazze di brodo vegetale
  • 2 tazze di latte di cocco
  • succo di limone
Friggete zenzero, curry e citronella, fino a rendere il tutto più morbido. Aggiungete l’aglio e friggete per un altro minuto. Unite il tutto alle patate e lasciate cuocere per una ventina di minuti. Aggiungete succo di limone e latte di cocco.
Se desiderarate una zuppa più piccante mettete il chili nelle verdure prima di cuocerle.

Baccalà portoghese

INGREDIENTI:

  • 800 gr di baccalà già ammollato

  • olio q.b

  • 400 gr di pomodori freschi o 200 pelati

  • 1 ciuffetto di prezzemolo

  • 1 spicchio d’aglio

  • un pezzetto di cipolla

  • farina

  • sale e pepe q.b.

  • olive dolci o olive nere

  • patate q.b.

PROCEDIMENTO:

  • tagliate il baccalà (lavato e ben asciugato ), in pezzetti regolari e passateli nella farina

  • ponete in un tegame l’olio, la cipolla tagliata a listarelle sottili insieme allo spicchio d’aglio e fate rosolare a fuoco lento

  • preparate i pomodori (se sono freschi) pelandoli  e spezzettandoli, oppure scolate i pelati in scatola

  • pulite le patate e tagliateli a tocchetti non troppo piccoli

  • aggiungete i pomodori e le patate  alla cipolla, togliete l’aglio,pepate e se necessario salate un pochino

  • intanto, a parte, friggete i pezzi di baccalà in abbondante olio d’oliva quando saranno ben dorati e croccanti trasferiteli su un foglio di carta assorbente per eliminare l’unto

  • aggiungete  il baccalà nel tegame dove ci sono le patate e fate insaporire per circa 10 minuti,cospargete con prezzemolo e pepe macinato al momento

  • a parte friggete le olive dolci e servitele mettendole sopra al baccalà se invece le olive sono quelle in scatola aggiungetele al baccalà direttamente

Açai nel cocco



L'açaí è una pianta della famiglia delle palme che cresce soltanto in Amazzonia, il cui frutto e' una bacca di colore violaceo. Viene considerato un 'superfood' per le sue capacita' nutritive e grazie all'alta presenza di flavonoidi e' il frutto con la piu' alta concentrazione di antiossidanti al mondo, circa 15 volte maggiore dell'uva nera. Spesso pubblicizzato in maniera ingannevole come soluzione a qualsiasi problema di peso, la bacca di açaí non fa miracoli, tuttavia grazie al suo alto contenuto di fibre e nutrienti, oltre ad un indice glicemico molto basso, dona sazieta' ed energia, percio' e' molto indicato per diete dimagranti. Utilizzando una vecchia ricetta brasiliana, in uso presso le tribu' amazzoniche.

Raccolta fruttini gelsi



Oggi ero in giro a raccogliere gelsi neri e bianchi. Sono morette selvatiche- Amoras
Radici, foglie e frutti
Ma del gelso, che può raggiungere anche altezze ragguardevoli fino a 15-20 metri, si sfrutta davvero ogni parte. Si comincia dalle foglie, con le quali confezionare un infuso dall’effetto diuretico e utile per tenere sotto controllo il livello degli zuccheri nel sangue: basta sminuzzarne una manciata e lasciarle in infusione in mezzo litro d’acqua consumando la bevanda ottenuta prima dei pasti. E la parte verde di queste piante, dopo essere stata bollita in acqua, può essere sfruttata anche per degli impacchi adatti a lenire le irritazioni cutanee. Le radici e la corteccia dei gelsi, invece, anch’esse fatte bollire in acqua per una mezz’oretta, possono essere la base di un decotto con funzione antinfiammatoria e per regolare l’attività intestinale. Insomma, dalla tavola alla cura del corpo e della salute, il gelso è la pianta giusta!

martedì 30 maggio 2017

Tamales Messicani

Ecco la buonissima ricetta dei Tamales. Essendo un’amante della cucina straniera...
Il loro sapore ricco e intenso mi ha talmente conquistata che il giorno dopo ho voluto prepararli anche a casa, scaricandomi la ricetta da internet.
Sono veramente semplici da cucinare e piacciono anche alla mia famiglia.
Consiglio: la ricetta dei tamales può essere anche realizzata con un ripieno diverso, magari con il macinato di maiale di manzo. Buona lettura.

Ingredienti

    4 foglie di Granoturco
    1 bicchiere di Brodo vegetale
    220 gr. di Farina di Mais bianco
    1 Peperone giallo
    150 gr. di Mais
    3 Pomodori
    2 cucchiaini di Peperoncino
    1 cucchiaino di Cumino
    1 cucchiaino di Zucchero
    1/2 cucchiaino di Lievito in polvere
    60 gr. di Burro
    Sale q.b.

    Scolate poi le foglie di granoturco


    Dopo averle asciugate per bene spalmateci su ognuna 2 cucchiai del composto di farina di mais bianco
 
    Uniteci anche qualche cucchiaio del ripieno
   
    Replicate questa procedura fino a che avrete finito gli ingredienti a vostra disposizione
        Ripiegate l’estremità delle foglie dopo averle avvolte su se stesse
 
    Disponetele su un tegame per poi cuocerle

    Cuocetele per 50 minuti circa e una volta trascorso il tempo, disponete i tamales su un piatto da portata e serviteli ancora caldi ai vostri commensali
    Buon Appetito

Millefoglie barbabietola con feta greca

Fresco, fresco millefoglie barbabietola con feta greca  NON SOLO PER I VEGAN O VEGETARIANI!  #food #gourmet
 Millefoglie di barbabietola con mela verde, insalatina e mandarino cinese


venerdì 19 maggio 2017

Donuts di spaghetti



Frittata di pasta + Donuts = Spaghetti Donuts. Sono loro l’ultima frontiera dello street food americano, una rivisitazione pop e moderna (e, a quanto pare, estremamente gustosa) della ricetta napoletana. Tutto quello che c’è da sapere su questa curiosissima ricetta.
Luigi Fiorentino e Emy Gargiulo, due coniugi di origine italiana, hanno ideato gli Spaghetti Donuts combinando due cibi particolarmente amati: la tipica frittata di pasta napoletana e le ciambelle americane. Presentata allo Smorgasburg, un food market che si svolge a Brooklyn da aprile a novembre, la ricetta combina la cucina più casalinga con lo street food di qualità.
Ma in cosa consiste esattamente? Prima di tutto va cotta la pasta (va bene anche quella avanzata dal giorno precedente), aggiungendo poi le uova e il formaggio. Il tutto va poi fritto o messo in forno. La differenza, ovviamente, sta nella forma: rispetto alla tradizionale frittata di pasta, gli Spaghetti Donuts assomigliano alle golose ciambelline e sono rigorosamente monoporzione. Proprio per questo motivo vengono venduti in strada, pronti ad essere consumati mentre si passeggia.
L’idea, americana ma dal cuore italiano, ha subito attirato l’attenzione dei media e dei social. Accanto ai soliti scettici che rivendicano il cibo più tradizionale, molti si sono sentiti rapiti dal sapore di questi Spaghetti Donuts. Al momento si può scegliere tra il gusto carbonara, pomodoro, sugo alla bolognese, aglio e olio, zucchine. L’idea ovviamente può essere replicata anche in casa. Basta preparare la pasta che più si preferisce, aggiungere le uova e il formaggio, infine cuocere facendo attenzione a modellare per bene le ciambelline. Per una cena, una festa o semplicemente per stupire i familiari, non sarà difficile trovare il consenso dei propri commensali.

sabato 15 aprile 2017

Cocktail con uova di Pasqua


Ingredienti
30 ml di Johnny Walker "Black Label"
40 ml di decotto di spezie
20ml sciroppo di zenzero
 Stir and strain
Ovetto di cioccolato

giovedì 6 aprile 2017

Pappa al pomodoro

Pappa al pomodoro. Pane e pomodoro fanno parte del DNA di un toscano, tanto che addirittura il Vamba nel Giornalino di Gian Burrasca lo mette come il piatto preferito del protagonista.  È uno dei piatti della tradizione toscana, dove si usa il pane raffermo, il pomodoro, l’aglio, il basilico e dove c’è chi usa anche il trito di odori con carota e sedano e cipolla. 

 

Ingredienti per 4 persone
  • 300 gr. di Pane Toscano raffermo
  • 800 gr. di Pomodori maturi o Passata di pomodoro
  • 1 l di Brodo vegetale
  • 2 spicchi di Aglio
  • 1 mazzetto di Basilico
  • 1 cucchiaino raso di Zucchero
  • Olio extravergine d’oliva q.b.
  • Sale q.b.
  • Pepe q.b.
Per il soffritto (facoltativo) :
  • 1/4 di Cipolla
  • 1/4 di costa di Sedano
Come primo passaggio, preparate il brodo vegetale, ed assicuratevi che rimanga ben caldo durante tutta la preparazione della pappa al pomodoro.
Prendete il pane toscano raffermo e tagliatelo a fettine sottili.
Se non trovate il pane toscano, usate un tipo di pane poco salato.
Quindi prendete una teglia, ricopritela con carta da forno e sistematevi le fette di pane avendo cura di disporle ben distanziate tra di loro.
A questo punto, infornatele per qualche minuto dentro al forno preriscaldato a 200°, cottura non ventilata.
Estraeteli dal forno e lasciateli intiepidire. Poi, sbucciate gli spicchi di aglio e strofinateli energicamente sulle fette di pane. Successivamente, tagliate a tocchetti le fettine.
Se avete scelto di usare i pomodori maturi, procedete lavandoli bene sotto abbondante acqua corrente, praticategli una piccola incisione a croce, e scottateli per pochi minuti in un pentolino con acqua bollente.
Passati pochi minuti scolateli, e proseguite sbucciandoli ed eliminando i semi che troverete all’interno dei pomodori.
Infine, tritateli non troppo grossolanamente con un coltello o una mezzaluna.
Prendete un tegame antiaderente o una padella dai bordi alti, versateci un filo d’olio extravergine d’oliva ed unitevi gli spicchi di aglio che avete usato per insaporire il pane. Accendete quindi la fiamma.
Attendete che l’olio sia caldo ed unite il pane tostato.
La ricetta originale toscana non prevede soffritto, ma nel corso degli anni ha subito varie reinterpretazioni, quindi se volete, potete dare più gusto facendo soffriggere un pò di cipolla e sedano che avrete opportunamente tritato finemente con un coltello o una mezzaluna, lasciate soffriggere per qualche minuto prima di aggiungere il pane tostato dentro la padella.
Aggiungere il soffritto, vi permetterà di insaporire ulteriormente la vostra pappa al pomodoro.
Unite quindi i pomodori tritati (o la passata di pomodoro) e aggiungete del brodo bollente, ricoprendo totalmente le fette di pane tostato.
Aggiungete il cucchiaino di zucchero.
A vostra discrezione, potete unire del basilico spezzettato con le mani.
Mescolate, salate, pepate e lasciate cuocere a fuoco basso per almeno 40 minuti, aggiungendo di tanto in tanto il brodo caldo rimanente, e continuando a mescolare ogni tanto.
A cottura terminata, spegnete il fornello.
Il risultato finale deve essere una zuppa abbastanza ristretta.
Guarnite con delle foglie di basilico e servite come più preferite:
Caldo, per ristorarvi e scaldarvi durante l’inverno, o a temperatura ambiente o freddo, per rinfrescarvi d’estate.
In entrambi i casi, prima di servire, annaffiate con abbondante olio extravergine d’oliva crudo.
La tradizione toscana vuole che questo piatto venga servito in una ciotola, preferibilmente di terracotta, ma potete anche sbizzarrirvi per servirla come più preferite.

mercoledì 5 aprile 2017

Garganelli con agretti, zenzero e ragù di agnello


polpa di spalla di agnello da latte 400 gr
farina 200 gr
agretti mondati 120 gr
semola di grano duro rimacinata 100 gr
zenzero fresco 30 gr
tuorli 3 -
uova 2 -
gambi di sedano 2 -
bustina di zafferano 1 -
scalogno 1 -
grana grattugiato -
curcuma in polvere -
timo -
vino bianco secco -
olio extravergine d'oliva -
sale -
pepe -

Per la ricetta dei garganelli con agretti, zenzero e ragù di agnello, impastate la farina e la semola con le uova, i tuorli, lo zafferano e un cucchiaio di curcuma. Dovrete ottenere un impasto sodo; se fosse difficile da lavorare, unite poca acqua. Avvolgete la pasta nella pellicola e lasciatela riposare per 1 ora. Riducete la polpa di agnello in dadini di piccole dimensioni. Tagliate il sedano a dadini e tritate lo scalogno. Rosolate la polpa di agnello in una casseruola con il sedano, lo scalogno, 2 cucchiai di olio e un cucchiaino di timo tritato; dopo 1-2’ bagnate con un bicchiere di vino bianco, lasciate evaporare l’alcol, coprite a filo di acqua e continuate a cuocere per 1 ora. Alla fine salate e pepate. Sbollentate gli agretti per meno di 1’. Scolateli. Sbucciate lo zenzero, grattugiatelo e strizzate la polpa per ricavarne il succo. Saltate gli agretti in padella con il succo di zenzero, 2 cucchiai di olio e il ragù di agnello per un paio di minuti.
Tirate la pasta in una sfoglia molto sottile
e ritagliatela in quadrati di circa 4-5 cm di lato. Appoggiate sull’angolo di un quadrato uno stecco e arrotolatevi il quadrato quindi sfilate lo stecco ottenendo un “garganello”. Ripetete queste operazioni con tutti gli altri quadrati. Lessate i “garganelli” in acqua bollente salata per 2-3’ e scolateli nella padella degli agretti, mescolate bene, togliete dal fuoco, mantecate con 1-2 cucchiai di grana e servite subito.

Lasagna fave e cipollotti

Per la ricetta delle lasagne fave e cipollotti, impastate la farina 00 e la semola rimacinata con l’uovo e 50-60 g di acqua. Dovrete ottenere una pasta soda ma malleabile. Formate una palla e lasciatela riposare per 1 ora in frigo in una ciotola sigillata con la pellicola. Dividete a metà i pomodorini, accomodateli su una placca unta di olio, spolverizzateli di sale e infornateli a 150 °C per 30’. Lessate le fave per 1-2’, scolatele e pelatele.
Insaporitele in padella con poco olio e sale per 1-2’. Dividete i cipollotti a metà nel senso della lunghezza e poi in tocchetti. Rosolateli in padella con olio e sale per 15’. Stemperate 25 g di amido di mais in poca acqua fredda. Scaldate il latte quasi fino al bollore, unite sale, pepe e l’amido di mais sciolto nell’acqua; mescolate e cuocete per 4’, poi togliete dal fuoco e fate intiepidire. Aggiungete 200 g di ricotta fresca e unite 80 g di grana grattugiato oppure, a piacere, di pecorino mezzano grattugiato. Mescolate fino a ottenere una crema omogenea e non troppo densa.
Tirate la pasta in sfoglie molto sottili e dividetele in quadrati di circa 10 cm di lato. Lessate i quadrati di pasta in acqua bollente salata per 1’. Scolateli, immergeteli brevemente in una ciotola di acqua fredda, poi sgocciolateli e asciugateli su un canovaccio.
Distribuite poca crema alla ricotta sul fondo di una pirofila, fate un primo strato di quadrati di pasta, poi farcite con le fave, i cipollotti, qualche fettina di ricotta affumicata e qualche pomodorino al forno. Fate un nuovo strato con la crema alla ricotta e proseguite in quest’ordine fino a terminare gli ingredienti. Completate spolverizzando la superficie con il resto del grana. Infornate a 200 °C per 10’ nel forno ventilato. Sfornate e servite subito.

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Cestino con ovetta di quaglia

Cestino con ovetta di quaglia

asparagi verdi mondati 500 gr
fogli di pasta fillo 4 -
uova di quaglia 4 -
burro -
timo -
limone -
aceto di vino bianco -
olio extravergine d'oliva -
sale -
pepe -

Per la ricetta dei cestini di pasta fillo con ovetti di quaglia, spennellate di burro fuso 4 stampini da budino capovolti (diam. 8 cm, h 6 cm) e disponeteli su una placca foderata di carta da forno. Ritagliate da ogni foglio di pasta fillo 4 quadrati (12-15 cm di lato), spennellateli di burro fuso e sovrapponeteli leggermente sfalsati, cioè in modo che i vertici non coincidano. Accomodate i quattro quadrati sovrapposti su uno degli stampini capovolti, coprite con un altro stampino, in modo che mantenga la forma durante la cottura. Ripetete queste operazioni e fate gli altri 3 cestini. Infornateli a 190°C per 12-15′. Sfornate i cestini, sformateli e lasciateli raffreddare.

Lessate gli asparagi per 6-8′ in abbondante acqua bollente salata (circa 10 g di sale per litro). Scolateli e raffreddateli in abbondante acqua e ghiaccio salata per meno di 1′. Quindi sgocciolateli con delicatezza, asciugateli leggermente e tagliateli in rocchetti di 3-4 cm di lunghezza; conditeli con olio, pepe e qualche fogliolina di timo. Distribuiteli nei cestini di pasta fillo.

Rompete su un piattino un uovo di quaglia. Portate sul fuoco una casseruola di medie dimensioni riempita per metà di acqua, acidulatela con 100 g di aceto di vino bianco e create un vortice al centro mescolando in modo regolare con un cucchiaio. L’acqua non dovrà raggiungere il bollore ma solo fremere.

Togliete il cucchiaio, avvicinate il piattino al pelo dell’acqua fremente e versate l’uovo di quaglia al centro del vortice. Cuocetelo per 3-4′, poi scolatelo usando una schiumarola e accomodatelo in un cestino. Ripetete queste operazioni con le altre 3 uova e completate ogni cestino con una macinata di pepe. Servite subito.

Carciofi al tè affumicato


pane pugliese raffermo 100 gr
tè nero affumicato 10 gr
carciofi 4 -
limone 1 -
burro -
semi di chia -
amido di mais -
sale -
pepe -

Per la ricetta dei carciofi al tè affumicato, tostate il pane in forno a 100 °C per una decina di minuti, finché non si sarà dorato. Mondate i carciofi: eliminate le foglie esterne più dure, poi rimuovete la barba centrale, scavandoli al centro con uno scavino o con un coltellino, senza tagliarli a metà. Pelate i gambi e mettete tutto in una ciotola di acqua acidulata con il succo di un limone. Ricavate la scorza del limone spremuto e conservatela. Sfornate il pane, lasciatelo raffreddare quindi frullatelo grossolanamente.

Fate bollire un litro di acqua con un pizzico di sale, la scorza del limone e il tè affumicato per 5’, poi togliete la scorza e filtrate il liquido per eliminare le foglie di tè, che dovrete però tenere da parte. Riportate il liquido filtrato a bollore, lessatevi i carciofi per 5’, poi unitevi i gambi e proseguite per altri 10’. Preparate il ripieno: sgocciolate i gambi con la schiumarola, tagliateli a cubetti e rosolateli in padella per 5-6’ con 40 g di burro, il pane frullato, un pizzico di sale e pepe e una cucchiaiata di foglie di tè conservate in precedenza.

Tenete da parte una tazza di liquido di cottura (tè) bollente, quindi scolate i carciofi e riempiteli con il ripieno di gambi e pane. Mescolate uno o più cucchiai di amido di mais nel tè bollente, ottenendo una salsa densa e liscia; versatela a specchio nei piatti, sistematevi al centro un carciofo, completate con una manciata di semi di chia e servite.

lunedì 27 marzo 2017

Zuppa Catalana di pesci


Crema brule ricetta

La crème brûlée è sostanzialmente una crema alla vaniglia cotta a bagnomaria che viene poi ricoperta da una crosta zuccherosa e dura ottenuta con la fiamma o semplicemente con il grill del forno.

Cosa serve per 4 porzioni (in cocottine apposite)
400 ml di panna
1 stecca di vaniglia
100 grammi di zucchero
4 tuorli
100 grammi di zucchero di canna

Come si fa
1. Versare la panna in una pentola capiente e aggiungere la stecca di vaniglia tagliata in lunghezza e a cui sono stati eliminati i semini. Portare ad ebollizione sempre mescolando.
2. In una ciotola di vetro o alluminio capiente sbattere i tuorli con lo zucchero in modo che si formi una crema abbastanza spumosa e chiara quindi, quando la panna inizia ad bollire, versarla a filo al composto di uova e zucchero utilizzando un colino in modo che sia più pura possibile.
3. Mescolare con una frusta per amalgamare il tutto quindi dividere il composto, che non deve presentare grumi, dentro le cocottine e mettere all’interno di una teglia piena di acqua bollente in modo che l’acqua arrivi a metà delle cocottine. Cuocere in forno statico caldo per 1 ora a 160°.
4. Una volta cotta, lasciar raffreddare la crème brûlée a temperatura ambiente quindi mettere le cocottine in frigorifero fino a quando non devono essere servite (2 ore è l’ottimale!).
5. Prima di portarle a tavola, cospargere la superficie con zucchero di canna e mettere a caramellare per qualche minuto sotto il grill del forno oppure utilizzando la fiamma ossidrica da cucina. Una volta formata la famosa crosta, lasciar intiepidire e servire nelle cocottine.

sabato 18 marzo 2017

Eating Home-Firenze

Eating Home-Firenze--- Opportunità per conoscere i miei deliziosi piatti a casa mia
Prossimi eventi 25/03-01/04-08/04/2017
Minimo prenotabile: 4 persone
Costo: 30,00 euro

Se interessato scrivi un commento che poi rispondo con il mio numero di cell per prenotare.

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